Piove a dirotto da diverse ore. Una pioggia incessante. Di quelle che a Roma creano sconquassi, ingorghi e delirio di massa. Ma non è un giorno qualsiasi, è lunedì. La tradizione vuole che a Roma tutti i lunedì di pioggia verso le 20.45 ci sia una tregua: è una specie di Macumba del FoM. Ma stavolta niente da fare. Acqua a secchiate. Ho passato una giornata di merda in ufficio pensando alla panacea di tutti i mali: la partita del lunedì. Ma continua a diluviare. Alle 20.45 esco di casa bardato come uno che parte per una spedizione al polo incrociando lo sguardo allibito di mia moglie che sembra dire "sei un pazzo scriteriato, piove a dirotto, tuo figlio ha 39 di febbre e tu esci e te nevai a giocare a pallone". Si vado a giocare a pallone, proprio così! Ma lo so che non è incazzata anzi è felice per me. Del resto non fosse stato per le sue insistenze non mi sarei mai operato al ginocchio e oggi per me il FoM sarebbe solo il divertimento di qualcun altro. Mentre guido la macchina con la faccia attaccata al parabrezza per vederci qualcosa vengo assalito da quella pigrizia che a volte annebbia il cervello. E così mi dico che forse sarebbe meglio annullare la partita perché prendersi addosso tutta quell’acqua no ha senso, perché gira la febbre suina e per mille altri futili motivi. Arrivo al campo con la certezza che sarò il solo perché tutti gli altri sono rimasti a casa. Ci sono invece già il Tero, el Pocho Polito e il neo padre Ferrero. Poco dopo arrivano Niccolò, Gabriele, Nico e Ale. La maggior parte dei campi sono vuoti. Parte una lunghissima trattativa tra la fazione di chi giocherebbe anche in mezzo ad un’onda anomala e chi salterebbe volentieri la parentesi calcistica per sedersi al tavolo della prima trattoria. Ora piove di più. Anzi non piove proprio sostiene Tero la cui voglia irrefrenabile di giocare sta azzerando le percezioni sensoriali. Arriva anche Bido in calzoncini e scarpe da calcio. Nella già convulsa discussione si inserisce come ulteriore interferenza la direzione del circolo FutbolClub che vanta un credito nei confronti del FoM. La trattaiva si complica, ma il FoM è farcito di avvocati che a turno negoziano con le signorine della direzione che in tutta risposta propongono impossibili scenari sportivo-finanziari che richiederebbero l'intervento di una pattuglia di commecialisti. Alla fine vince una proposta di assoluta Finanza Creativa che valutata oggi a mente fredda non avrebbe accettato neanche Marrazzo in quella calda mattina del 3 Luglio. Giocare sotto la pioggia torrenziale pagando un sovrapprezzo di 20€ a sanatoria dei crediti pregressi. Dopo lo Scudo Fiscale lo Scudo Sportivo. Arriva anche Alberto, che molti ormai immaginavano in pantofole e vestaglia prossimo ad assaggiare la prima cucchiaiata di una calda minestrina in brodo. Ora siamo in dieci e non ci sipuò tirare indietro: addio pigrizia, tocca giocare. Infine la Macumba del FoM realizza un miracolo dal sapore biblico: dopo la divisione delle acque di Mosè l'interruzione della pioggia del FoM. Alle 21.50 entro in campo in compagnia di altri nove matti. Pensavo di essere da solo e mi sbagliavo. Pensavo che avrebbe piovuto e mi sbagliavo. Pensavo che comunque mi sarei divertito. Avevo ragione.
Per la cronaca la partita ha offerto un'ora abbondante di bel calcio tra due squadre ben organizzate che hanno dato vita al primo pareggio della stagione. In maglia rosa Ferrero, Tappa II, Tero, Nicco e Gavo. In maglia blu el Pocho Polito, Gabriele, Bido, Tappa I e Nico.




